I ludopatici non sono in grado di smettere

Dopo aver chiesto a dei soggetti che soffrono di dipendenza da gioco di svolgere alcuni compiti con l'obiettivo di mantenere autocontrollo e concentrazione, gli scienziati sono riusciti a trarre le proprio conclusioni. Durante l'esperimento, si chiedeva ai partecipanti di premere un pulsante ogni volta che appariva una X su di uno schermo posto di fronte a loro, ma solo quando non appariva una O immediatamente dopo la X. Se appare la O, i partecipanti dovevano evitare di premere il pulsante.

Come prevedibile, i ludopatici hanno mostrato difficoltà molto maggiori nel non premere il pulsante rispetto ai soggetti 'sani'. Tutti hanno preso parte all'esperimento partendo esattamente dalle stesse circostanze. Per permettere ai ricercatori di capire cosa stesse succedendo nel cervello dei soggetti durante lo svolgimento dei compiti, è stato utilizzato uno scanner MEG, in grado di localizzare i livelli di attività del cervello in tempo reale.

Un'esperienza indebolita

Al livello dell'esperienza cosciente c'è sempre una qualche forma di autoconsapevolezza, che esprime che è una persona ad avere u'esperienza. Può trattarsi di un'"autoconsapevolezza minima" che consista di una sensazione di appartenenza su qualcosa, oppure può trattarsi di un'"autoconsapevolezza espansa", che vediamo spesso in un riflesso di noi stessi.

I ricercatori avevano particolare interesse a indagare sulla comunicazione tra due specifiche aree del cervello, che sappiamo svolgono un ruolo nel determinare e definire la nostra autoconsapevolezza. Queste aree sono anche probabilmente responsabili della capacità di un individuo di contenersi in determinate situazioni.

Grazie allo scanner MEG, i riceratori hanno potuto visualizzare il livello di attività in quelle specifiche aree del cervello. Sono stati quindi in grado di vedere come e quanto queste aree comunicassero tra di loro.
L'esperimento ha rilevato che i messaggi tra le reti delle due aree più importanti, la corteccia cingolata anteriore, che si trova nella parte frontale del cervello, e la corteccia cingolata posteriore, nella parte posteriore del cervello, erano più deboli nelle persone affette da dipendenza da gioco casino.